
L'eleganza del Chenin Blanc

Marie-Lise e Thomas Batardière, Les Cocus 2022, Bottiglia 750 ml
€120.00
Marie-Lise e Thomas Batardière, Les Noëls de Montbenault 2022, Bottiglia 750 ml
€160.00
Marie-Lise e Thomas Batardière, L'Esprit Libre 2023, Bottiglia 750 ml
€90.00
Marie-Lise e Thomas Batardière, Grand Clos 2023, Bottiglia 750 ml
€100.00
Marie-Lise e Thomas Batardière, Grand Clos 2023, Magnum 1500 ml
€200.00
Château Yvonne, Saumur Blanc 2023, Bottiglia 750 ml
€95.00
Lise et Bertrand Jousset, Renards 2018, Bottiglia 750 ml
€160.00
Lise et Bertrand Jousset, Vilain p'tit Ch'nin 2023, Bottiglia 750 ml
€65.00
Patrick Baudouin, Anjou Blanc Effusion 2022, Bottiglia 750 ml
€75.00
Mark Angeli - Ferme de la Sansonnière, La Lune Noire 2021, Bottiglia 750 ml
€142.00
Huet, Vouvray Le Mont Sec 2022, Bottiglia 750 ml
€56.00
Huet, Vouvray Clos du Bourg Sec 2023, Bottiglia 750 ml
€56.00
Huet, Vouvray Le Haut Lieu 2022, Bottiglia 750 ml
€43.00
Huet, Vouvray Le Haut Lieu 2023, Bottiglia 750 ml
€43.00
Damien Bureau, Les Saulaies 2023, Bottiglia 750 ml
€20.00
Margot Rousseau-Petit & Natalia Santo, Salve 2024, Bottiglia 750 ml
€30.00
Domaine des Roches-Neuves - Thierry Germain, Saumur Blanc L'Insolite 2022, Bottiglia 750 ml
€40.00
La Grapperie Renaud Guettier, La Diablesse 2020, Bottiglia 750 ml
€65.00
Clos Thierrière, Vouvray Les Murs 2022, Bottiglia 750 ml
€90.00
Patrice Colin, Coteaux du Vendômois Pierre à Feu 2023, Bottiglia 750 ml
€32.00
Benoît Courault, Gilbourg 2023, Bottiglia 750 ml
€69.00
Benoît Courault, Empreinte 2022, Bottiglia 750 ml
€52.00
Benoît Courault, Empreinte 2023, Bottiglia 750 ml
€52.00
Perrault-Jadaud, Vouvray Sec La Grande Grive 2021, Bottiglia 750 ml
€58.00
Chenin Blanc: il vitigno della Loira che sa essere secco, dolce e immortale
Il Chenin Blanc è il vitigno bianco più versatile della Valle della Loira, originario dell'Anjou e documentato nella regione fin dal IX secolo sotto il nome locale Pineau de la Loire. È l'unico grande vitigno bianco al mondo capace di produrre — dallo stesso tipo d'uva e spesso dallo stesso vigneto — vini completamente secchi, demi-sec, dolci da meditazione, vini spumanti e passiti botrizzati, mantenendo in tutte le versioni un'acidità naturale (6–8 g/l di acido tartarico) che è il suo principale strumento di longevità. I grandi Chenin Blanc della Loira — Vouvray, Savennières, Saumur Blanc — invecchiano per 20–40 anni sviluppando una complessità che stupisce anche i palati più esperti. Vinodoo propone una selezione di oltre 20 etichette di vini bianchi Chenin Blanc, dalle bottiglie correnti ai millesimi storici degli anni '90 e 2000.
I terroir della Loira: tuffeau di Vouvray, scisto di Savennières, argille di Saumur
Le tre principali espressioni di Chenin Blanc nella Loira crescono su suoli radicalmente diversi. Vouvray (Touraine, est di Tours) si costruisce sul tuffeau — la calcare tenera Turoniana (90–95 milioni di anni fa) estratta per secoli per costruire i castelli della Valle della Loira, poi riutilizzata come cantina naturale dalla costante temperatura di 12–14°C. Le radici del Chenin penetrano le gallerie di questa roccia bianca e porosa, assorbendo mineralità e freschezza. Savennières (Anjou, ovest di Angers) è l'opposto geologico: suoli di scisto spilitico vulcanico del Precambriano (oltre 500 milioni di anni fa), scuri, ricchi di minerali ferrosi, drenanti e poveri, che producono Chenin secchi di struttura potente e longevità estrema — i più austeri della Loira. Saumur Blanc si colloca tra i due: argillo-calcarei su strati di tuffeau, con vini più aperti e fruttati rispetto a Savennières ma con la tensione calcarea del tuffeau.
La gamma stilistica del Chenin Blanc: da 2 a 200 g/l di zucchero residuo
Il disciplinare di Vouvray AOC prevede quattro stili principali in base al residuo zuccherino: Sec (meno di 4 g/l), Demi-sec (tra 4 e 18 g/l), Moelleux (tra 18 e 45 g/l) e Liquoreux (oltre 45 g/l, da uve botrizzate). Nelle annate fredde e piovose si producono prevalentemente vini secchi e pétillant; nelle grandi annate calde (2018, 2015, 2005, 1997, 1990) la botrytis nobile (Botrytis cinerea) attacca i grappoli maturi concentrando zuccheri e glicerina fino a valori di 150–200 g/l nel Liquoreux. La Première Trie indica una vendemmia manuale per selezione individuale degli acini botrizzati — la più laboriosa e costosa, ma anche la più concentrata.
Domaine Huet: il riferimento assoluto di Vouvray
Gaston Huet (1910–2002), sindaco di Vouvray per cinquant'anni e uno dei fondatori dell'AOC, ha costruito il domaine che porta il suo nome sull'idea che Vouvray fosse capace di grandi vini di lunga vita. Il domaine lavora tre monopole storici — Le Haut Lieu, Le Mont e Clos du Bourg — in biodinamica dal 1990, con rese di 25–40 hl/ha e affinamento in fûts di rovere da 400–600 litri. Il Huet Vouvray Clos du Bourg Sec 2023 è il punto d'ingresso ideale: Chenin secco (meno di 4 g/l di residuo zuccherino) con agrumi canditi, fiori di tiglio e pietra focaia, destinato ad altri 10 anni di cantina. Il Huet Vouvray Clos du Bourg Moelleux Première Trie 2008 rappresenta invece la Loira dolce al suo massimo: vendemmia per selezione singola degli acini botrizzati, zucchero residuo intorno a 80–100 g/l, con note di miele di acacia, zafferano, albicocca sciroppata e una vena acida che controbilancia ogni eccesso di dolcezza. La rarissima Huet Vouvray Cuvée Constance 2015 (mezza bottiglia 500 ml) — il Liquoreux prodotto solo nelle grandi annate — è tra le espressioni di Chenin botrizzato più ricercate al mondo.
Nicolas Joly e la Coulée-de-Serrant: il Savennières più famoso al mondo
Nicolas Joly al Château de la Roche-aux-Moines è il pioniere mondiale della viticoltura biodinamica applicata al vino: già dagli anni '80 ha applicato le indicazioni di Rudolf Steiner alla gestione del Clos de la Coulée-de-Serrant, un monopole di 7 ettari a Savennières su scisto spilitico, riconosciuto come sub-appellation autonoma (Savennières Coulée-de-Serrant AOC) per l'unicità del suo terroir. Il Nicolas Joly Clos de la Coulée-de-Serrant 2023 è sempre secco, con un profilo austero e chiuso in gioventù — note di pietra bagnata, camomilla, cera d'api e una tensione acida che lo rende irresistibile tra 8 e 25 anni dalla vendemmia. Il Clos de la Coulée-de-Serrant 1990 (€270), a oltre trent'anni dalla vendemmia, è un documento storico della longevità del Chenin su scisto.
Savennières e Saumur Blanc: gli altri Chenin del catalogo
Eric Morgat produce il suo Savennières Fidès 2019 da vigne su scisto e spilite a Savennières, con fermentazione spontanea in fûts di acacia e affinamento lungo: il risultato è un bianco secco di grande tensione con note di agrumi gialli, fiori d'arancio e una mineralità rocciosa persistente. Nel Saumur Blanc, Arnaud Lambert firma il Saumur Blanc Clos de Midi Brézé 2021 (€36) da tuffeau di Brézé — una delle zone più vocate dell'appellation — mentre Château de Villeneuve offre il Chenin Saumur 2024 (€30) come punto d'accesso accessibile al Chenin Blanc loirano.
Il Chenin Blanc fuori dalla Loira: il Sudafrica come seconda patria
Il Chenin Blanc è il vitigno bianco più piantato del Sudafrica con oltre 17.000 ettari — più del doppio di quanto ne esista in tutta la Valle della Loira. Arrivato in Sudafrica nel XVII secolo con i coloni olandesi, ha trovato nel Capo Occidentale (Western Cape) condizioni di maturazione diverse ma non meno interessanti: scisti di Malmesbury, graniti del Simonsberg, terroir ventosi di Swartland e Stellenbosch. Le bush vines (viti ad alberello libero senza tutori, spesso cinquantenarie o centenarie) producono rese naturalmente basse (25–35 hl/ha) e aromi intensi. Il Mooiplaas Chenin Blanc Bush Vines 2024 (Stellenbosch, €23) è un Chenin secco e diretto da vigne allevate ad alberello: frutto fresco di pesca bianca e mela golden, fiori di camomilla e una nota di pietra calcarea al finale.
Abbinamenti gastronomici del Chenin Blanc
Il Chenin secco giovane è il compagno ideale delle ostriche della Bretagna e della Normandia, dei frutti di mare crudi e dei crudi di pesce (carpaccio di branzino, tartare di tonno), dove la sua acidità tagliente esalta la salinità marina. I Chenin demi-sec o moelleux si abbinano magnificamente con la cucina speziata del Maghreb e dell'India — tajine di agnello, curry di pollo al cocco, piatti thai — dove il residuo zuccherino bilancia il calore delle spezie. I Savennières secchi invecchiati (10+ anni) reggono abbinamenti con rombo al burro bianco con caviale, astice alla bretone, risotto ai funghi porcini. Le versioni Moelleux e Liquoreux accompagnano foie gras d'anatra, Roquefort e dessert alla frutta gialla (tarte tatin, millefeuille alle pesche). Per tutti gli abbinamenti, consulta la guida Abbinamento Cibo e Vino. Temperatura di servizio consigliata: 8–10°C per i vini giovani e dolci, 11–13°C per i grandi Savennières o Vouvray maturi.
FAQ sul Chenin Blanc
Qual è la differenza tra Chenin Blanc secco e moelleux? La differenza è nel residuo zuccherino finale: il Sec ha meno di 4 g/l (percepito come completamente secco), il Demi-sec tra 4 e 18 g/l (leggera nota dolce), il Moelleux tra 18 e 45 g/l (dolce ma mai stucchevole grazie all'acidità) e il Liquoreux oltre 45 g/l. Tutti e quattro possono provenire dallo stesso vigneto: è l'annata e il momento della vendemmia a determinare lo stile.
Quanto può invecchiare un Chenin Blanc? I grandi Savennières (Coulée-de-Serrant, Fidès di Morgat) reggono 20–30 anni in bottiglia. I Vouvray Moelleux e Liquoreux delle grandi annate (1990, 1997, 2015, 2018) possono superare i 40–50 anni. L'alta acidità tartarica naturale del vitigno è il principale conservante. Il Vouvray Le Mont Sec 1993 di Huet in catalogo ne è la prova: a oltre trent'anni dalla vendemmia mantiene freschezza e complessità.
Cosa significa "Première Trie"? Significa primo passaggio in vendemmia, con selezione manuale degli acini singolarmente botrizzati. Richiede più operai, più passaggi in vigna e rese bassissime (5–10 hl/ha nelle annate eccezionali). Il Huet Clos du Bourg Moelleux Première Trie 2008 è il risultato di questa selezione estrema: ogni acino è stato scelto individualmente per grado di muffa nobile e concentrazione.
Il Sudafrica produce buon Chenin Blanc? Sì, in modo sempre più riconosciuto internazionalmente. Il Sudafrica ha la più vasta superficie mondiale a Chenin Blanc (oltre 17.000 ettari contro circa 10.000 della Loira) e alcune vigne ultracentenarie ad alberello nei distretti di Swartland, Stellenbosch e Paarl. I migliori Chenin sudafricani da bush vines vecchie competono per complessità con i village Vouvray, a prezzi decisamente più accessibili.
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