Chardonnay: come scegliere tra stile burroso o teso

Se ti stai chiedendo che tipo di vino è lo Chardonnay, la risposta più utile è questa: è un vitigno “camaleonte”. Con la stessa uva puoi trovare un vino bianco teso, verticale, minerale oppure un vino bianco morbido, avvolgente, burroso. Questo è il risultato di terroir, maturazione dell’uva e scelte di cantina che vanno dalla scelta dell'affinamento in legno ai tempi.
Nel bicchiere, lo Chardonnay può muoversi da profumi di fiori bianchi e agrumi fino a note più mature di frutta tropicale (ananas, mango) quando l’uva è più matura o lo stile è più ricco. Anche il colore aiuta: i più freschi tendono al giallo paglierino, mentre quelli più evoluti o lavorati in legno virano facilmente verso un giallo dorato
Che tipo di vino è lo Chardonnay:?
Lo Chardonnay è uno dei migliori vini bianchi secchi, con un profilo aromatico che parte spesso da note di mela, pera, agrumi e poi si modella in base a dove nasce e a come viene vinificato. È proprio questa “neutralità di base” a renderlo il vitigno a bacca bianca ideale per far parlare il suolo: può diventare gessoso e salino su terreni calcarei, oppure cremoso e burroso se la cantina punta su rotondità e texture.
Per scegliere tra Chardonnay minerale e Chardonnay burroso, pensa a tre elementi:
- Clima e altitudine: dove ci sono climi freschi, l’acidità resta alta e il sorso tende alla verticalità.
- Suolo: calcare/marne spesso portano sapidità e precisione; argille e maturazioni spinte aumentano volume e morbidezza.
- Scelte di cantina: la fermentazione malolattica e il lavoro sui lieviti arrotondano il gusto; il legno aggiunge note tostate/vanigliate e “crema”.

Quali Chardonnay scegliere se ami lo stile minerale
Se ami i vini bianchi secchi e scattanti, cerca queste parole chiave: sapidità, pietra focaia, gesso, agrumi, finale salino. Al palato lo senti con attacco pulito, progressione lineare, chiusura asciutta e lunga. È lo stile che spesso funziona benissimo anche a tavola con piatti delicati ma saporiti come frutti di mare e crudi di mare, ostriche o cucina asiatica.
Ecco degli esempi perfetti in questo stile:
- Albert Ponnelle, Corton-Charlemagne Grand Cru 2022: uno Chardonnay che unisce ampiezza e tensione. Profumi di fiori bianchi e agrumi, sfumature di pietra/gesso e un finale lungo, salino, molto verticale: perfetto se cerchi profondità e precisione più che morbidezza.
- Pavelot, Pernand-Vergelesses Sous Fretille 1er Cru 2022: stile essenziale e luminoso, più teso che cremoso. Bocca asciutta, sapida, con un profilo agrumato e una chiusura che ripulisce: ottimo con frutti di mare e piatti delicati ma saporiti.
- Pentacrines, Sur le Seuil 2022: Chardonnay scolpito e nervoso, dal carattere più “salino/iodato” che fruttato. Più energia che volume, con una mineralità molto evidente e una beva viva: ideale se ti piacciono bianchi secchi, affilati, non accomodanti.
- Domaine Vicomte de Noüe-Marinič, Tejca Vedrignica 2020: interpretazione elegante e minerale, con aromi fini e una trama sapida. Sorso lineare, preciso, con chiusura pulita: un bianco gastronomico che sta benissimo a tavola.
- Domaine Vicomte de Noüe-Marinič, Groblja Vedrignica 2020: registro “Nord-Est”, ma con più corpo e profondità. Mantiene freschezza e mineralità, però con una materia più presente e un finale persistente, ottimo se vuoi verticalità senza rinunciare alla struttura.
Come riconoscere uno Chardonnay burroso e avvolgente
Qui le parole chiave cambiano: cremoso, morbido, avvolgente, note di burro, nocciola, vaniglia, tostatura. Il sorso tende ad avere più volume, una trama più setosa e una sensazione complessiva più calda e rotonda. È lo stile che di solito brilla con una tavola ricca: salse, carni bianche, risotti, burro e formaggi.
Un modo semplice per sceglierlo: cerca zone e denominazioni dove lo Chardonnay nasce spesso con più ampiezza (ad esempio alcune aree del Mâconnais o della Côte Chalonnaise) e produttori che puntano sulla texture come:
- Joseph Lafarge, Mâcon-Lugny Saint Pierre 2022: rotondità misurata e scorrevolezza. Profumi di frutta a polpa gialla e fiori bianchi, sorso morbido ma non dolce, perfetto quando vuoi un bianco che mette tutti d’accordo.
- Joseph Lafarge, Mâcon-Lugny Cuvée n°32 2022: più ricco e avvolgente, con note più mature. Bocca più ampia e cremosa, pensata per piatti più ricchi e consistenti.
- Domaine de Montorge, Montagny Montorge Monopole 1er Cru 2022: equilibrio tra comfort e slancio. Texture più cremosa, profumi più caldi ma con chiusura ancora fresca e pulita, ottimo su risotti e carni bianche.
- Domaine de Montorge, Montagny Les Chaniots 1er Cru 2022: più strutturato, con volume e persistenza. Avvolgente, adatto a tavola ricca, ma con una spina acida che evita l’effetto pesante, da provare con piatti cremosi.
- Maison du Chancelier, Côte de Beaune Les Mosnières 2022: Chardonnay di Côte de Beaune dal profilo più ampio e raffinato. Colore spesso più giallo dorato, sorso cremoso ma con finale salino che rimette tutto in equilibrio: perfetto se vuoi un bianco elegante, non solo “burroso”.

A quale temperatura servire lo Chardonnay
Se lo servi troppo freddo, qualsiasi Chardonnay sembra più teso; se lo servi troppo caldo, qualsiasi Chardonnay sembra più morbido. Un intervallo pratico: 10–12°C per la maggior parte dei bianchi, salendo leggermente se è molto strutturato (specie su bottiglie importanti).
Il trucco da usare a casa: versa un calice, assaggia subito e poi riassaggia dopo 8–10 minuti. Se emerge sale, agrume e lunghezza, sei sul lato verticale. Se cresce crema, nocciola e rotondità, sei sul lato avvolgente.
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