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Oddero,
Barolo Riserva Vignarionda 2017
Bottiglia 750 ml

Robert Parker
94
James Suckling
93
Wine Spectator
92
Vinous Antionio Galloni
94

Caratteristiche

Vitigno

Nebbiolo

Anno

2017

Temperatura di servizio

16-18°C

Denominazione

Barolo DOCG

Abbinamenti

Primi piatti con sughi di carne, arrosti di carne rossa, selvaggina leggera, formaggi stagionati ed erborinati, tartufo

Alcool

14.5%

Corpo

Strutturato

Dolcezza

Secco

Intensità aromatica

Alta

Sentori

Descrizione vino

L'Oddero Barolo Riserva Vigna Rionda 2017 è un'autentica espressione del Nebbiolo, vitigno simbolo delle Langhe, che riflette magnificamente il suo terroir unico. La vinificazione segue metodi tradizionali, con una macerazione prolungata in botti di rovere che precede un affinamento di almeno 24 mesi in barrique. Questo processo conferisce al vino una straordinaria complessità. Il suo colore rosso rubino, con sfumature violacee, preannuncia un bouquet affascinante di frutti neri, spezie e note di erbe aromatiche. Al palato, si presenta intenso, con tannini eleganti e un finale lungo e persistente. Con un punteggio di 94/100 da Wine Spectator, questa riserva è ideale per accompagnare carni rosse e formaggi stagionati, rappresentando un'eccellenza dei Poderi Oddero nel panorama vinicolo.

Oddero

Frazione S. Maria, 28,

12064 La Morra (CN)

La storia della cantina Oddero, situata nel comune di La morra, cuore pulsante delle Langhe affonda le sue radici ad inizio '800.Le prime fonti sulla sua fondazione risalgono tuttavia al 1878, anno in cui documenti storici attestano che Giacomo Oddero avviò l’imbottigliamento dei vini di famiglia. Fu l’inizio di una tradizione enologica di eccellenza, custodita e tramandata con orgoglio attraverso sette generazioni.Il prestigio contemporaneo che possiede questa cantina è in gran parte dovuto tuttavia al nipote omonimo, figura eclettica e dai vasti interessi, che, a partire dagli anni ’50 rinnovò l’antica azienda agricola di famiglia e cominciò una lunga battaglia per elevare la qualità e il prestigio de suoii vini. Sempre a lui,si deve, ad esempio, la fondazione del Centro Nazionale Studi sul Tartufo di Alba, oggi riconosciuto come il principale punto di riferimento in Italia per lo studio e la valorizzazione del «Re dei funghi».La cantina possiede ora 35 ettari di vigneti, coltivati con pratiche sostenibili, di cui 16,5 dedicati alla produzione di Barolo e Barbaresco, situati in cru leggendari come Bussia, Rocche di Castiglione, Villero, Brunate e VignaRionda. I terreni sono per la maggior parte di costituzione argillosa-calcarea con presenza di sabbie in proporzioni diverse, in campo non si utilizzano diserbi chimici e viene praticato l'inerbimento interfilare per migliorare lo sviluppo radicale e prevenire l'erosione del terreno.La filosofia in cantina prevede l'utilizzo di soli lieviti indigeni e botti grandi di slavonia per l'affinamento di Baroli e Barbareschi. Questo lavoro meticoloso si traduce in vini maestosi, potenti e di carattere che rispecchiano nei loro profili aromatici l'eccellenza dei crus di origine.
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