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Oddero,
Barolo Brunate 2015
Bottiglia 750 ml

Robert Parker
95
James Suckling
94
Wine Spectator
93
Vinous Antionio Galloni
95

Caratteristiche

Vitigno

Nebbiolo

Anno

2015

Temperatura di servizio

16-18°C

Denominazione

Barolo DOCG

Abbinamenti

Primi piatti con sughi di carne, arrosti di carne rossa, selvaggina leggera, formaggi stagionati ed erborinati, tartufo

Alcool

14%

Corpo

Strutturato

Dolcezza

Secco

Intensità aromatica

Media

Sentori

Descrizione vino

Il Barolo Brunate 2015 di Oddero è un vino rosso ottenuto da uve Nebbiolo coltivate con metodo biologico nel rinomato vigneto Brunate, situato a La Morra nelle Langhe. Di colore rosso rubino con riflessi granata, si distingue per le intense note olfattive di rosa, viola e frutti rossi maturi come ribes e amarena, accompagnate da sfumature terrose e speziate. Al palato si presenta secco, armonico e persistente, con tannini vellutati e una struttura complessa che ne consente un lungo affinamento. L'annata 2015, caratterizzata da un clima favorevole, ha permesso un’ottima maturazione delle uve, esaltando la ricchezza aromatica e la profondità del vino. L'affinamento avviene in botti di rovere per circa 30 mesi, seguito da un periodo di maturazione in bottiglia che ne completa l'equilibrio e la finezza.

Oddero

Frazione S. Maria, 28,

12064 La Morra (CN)

La storia della cantina Oddero, situata nel comune di La morra, cuore pulsante delle Langhe affonda le sue radici ad inizio '800.Le prime fonti sulla sua fondazione risalgono tuttavia al 1878, anno in cui documenti storici attestano che Giacomo Oddero avviò l’imbottigliamento dei vini di famiglia. Fu l’inizio di una tradizione enologica di eccellenza, custodita e tramandata con orgoglio attraverso sette generazioni.Il prestigio contemporaneo che possiede questa cantina è in gran parte dovuto tuttavia al nipote omonimo, figura eclettica e dai vasti interessi, che, a partire dagli anni ’50 rinnovò l’antica azienda agricola di famiglia e cominciò una lunga battaglia per elevare la qualità e il prestigio de suoii vini. Sempre a lui,si deve, ad esempio, la fondazione del Centro Nazionale Studi sul Tartufo di Alba, oggi riconosciuto come il principale punto di riferimento in Italia per lo studio e la valorizzazione del «Re dei funghi».La cantina possiede ora 35 ettari di vigneti, coltivati con pratiche sostenibili, di cui 16,5 dedicati alla produzione di Barolo e Barbaresco, situati in cru leggendari come Bussia, Rocche di Castiglione, Villero, Brunate e VignaRionda. I terreni sono per la maggior parte di costituzione argillosa-calcarea con presenza di sabbie in proporzioni diverse, in campo non si utilizzano diserbi chimici e viene praticato l'inerbimento interfilare per migliorare lo sviluppo radicale e prevenire l'erosione del terreno.La filosofia in cantina prevede l'utilizzo di soli lieviti indigeni e botti grandi di slavonia per l'affinamento di Baroli e Barbareschi. Questo lavoro meticoloso si traduce in vini maestosi, potenti e di carattere che rispecchiano nei loro profili aromatici l'eccellenza dei crus di origine.
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