
La tradizione siciliana che attraversa i secoli

Solidea, Moscato di Pantelleria 2022, Mezza bottiglia 500 ml
€31.00
Solidea, Passito di Pantelleria 2021, Mezza bottiglia 500 ml
€39.00
Tua Rita, Passito di Pantelleria Sese 2018, Mezza bottiglia 500 ml
€60.00
Tua Rita, Passito di Pantelleria Sese 2019, Mezza bottiglia 500 ml
€58.00
Donnafugata, Passito di Pantelleria Ben Ryé 2022, Magnum cassa legno 1500 ml
€152.00
Donnafugata, Passito di Pantelleria Ben Ryé 2021, Bottiglia 750 ml
€64.00
Cantine Florio, Passito di Pantelleria Liquoroso 2015, Mezza bottiglia 500 ml
€45.00
Duca di Salaparuta, Zibibbo Suòlo5 2020, Bottiglia 750 ml
€23.00
Donnafugata, Lighea 2023, Bottiglia 750 ml
€17.00
Marco De Bartoli - Contrada Bukkuram, Moscato Passito di Pantelleria 2006, Mezza bottiglia 500 ml
€89.00
Donnafugata, Passito di Pantelleria Ben Ryé 2022, Mezza bottiglia 375 ml
€37.00
Cantine Barbera, Ammàno #10, Bottiglia 750 ml
€36.00
Zibibbo e Passito di Pantelleria: il vitigno aromatico tra Africa e Sicilia
Lo Zibibbo è il nome siciliano del Moscato d'Alessandria (Vitis vinifera cv. Moscato d'Alessandria), uno dei vitigni aromatici più antichi del Mediterraneo. Il termine "Zibibbo" deriva dall'arabo zabib (uva passa, uva secca), introdotto nell'isola durante la dominazione araba della Sicilia (827–1072 d.C.), che portò con sé tecniche di appassimento delle uve e la tradizione viticola che ancora oggi caratterizza Pantelleria. L'isola di Pantelleria si trova a 70 km dalle coste tunisine e a 110 km dalla Sicilia: geologicamente è parte della dorsale vulcanica sottomarina che collega l'Etna all'Africa. Su questo lembo di terra vulcanico, basso e esposto, si produce uno dei vini dolci più celebri d'Italia. Vinodoo propone una selezione di Zibibbo e Passito di Pantelleria con alcune delle etichette più rare e storiche della denominazione.
Il terroir di Pantelleria: vulcano, scirocco e alberello pantesco UNESCO
Pantelleria è un'isola di origine vulcanica (basalto e tufo) dove il suolo è composto da ceneri e lapilli basaltici ricchi di potassio e minerali ferrosi, drenanti e scuri — capaci di assorbire e restituire calore con grande efficienza. Il clima è semi-arido mediterraneo con meno di 400 mm di pioggia annua e temperature estive che superano i 35°C. Il vento è il protagonista: lo scirocco nord-africano, caldo e secco in estate, e il tramontana freddo in inverno espongono le vigne a stress idrico estremo. Per questo i panteschi hanno sviluppato il sistema di allevamento ad alberello pantesco (o alberello basso): ogni ceppo è potato a forma di coppa bassa vicino al suolo (altezza 20–40 cm), spesso in fossette (conche) scavate nel terreno per raccogliere l'umidità notturna e proteggere i tralci dal vento. Nel 2014 l'UNESCO ha riconosciuto la vite ad alberello di Pantelleria come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità — primo riconoscimento al mondo per una pratica viticola.
Il Passito di Pantelleria: l'appassimento solare e la concentrazione degli zuccheri
Il Passito di Pantelleria DOC si produce attraverso l'appassimento delle uve Zibibbo su graticci o fiscoli di giunco (tipicamente per 3–4 settimane sotto il sole agostano), fino a ridurre il peso del grappolo del 30–40% e portare la concentrazione di zuccheri potenziali a 300–400 g/l. Il mosto ottenuto fermenta parzialmente, arrestandosi naturalmente per effetto dell'altissima concentrazione zuccherina; il residuo zuccherino finale nel vino è di solito tra 100 e 200 g/l, l'alcol tra 14% e 15% vol. Il profilo aromatico è dominato da fiori d'arancio, albicocca disidratata, fico secco, miele di zagara (fiori d'arancio amaro), dattero e una sottile nota di iodio e cenere vulcanica che richiama il terroir. Il colore varia dall'oro luminoso al topazio ambrato nelle bottiglie più invecchiate.
Donnafugata Ben Ryé: il Passito più conosciuto al mondo
Donnafugata ha reso il Passito di Pantelleria accessibile a un pubblico internazionale con il Ben Ryé — nome che in arabo significa "figlio del vento", omaggio allo scirocco pantesco. Il Donnafugata Passito di Pantelleria Ben Ryé 2022 è la referenza di entrata: classico, equilibrato, con note di albicocca, pesca sciroppata e fiori d'arancio e una dolcezza che non stanca per l'acidità fresca. Per chi vuole regalare o conservare, il Ben Ryé 2022 in Magnum (1500 ml) con cassa in legno è il formato da collezione.
Marco De Bartoli e Salvatore Murana: i custodi della tradizione pantesca
Marco De Bartoli — il vigneron marsalese che ha rivoluzionato la percezione dei vini ossidativi siciliani — produceva a Pantelleria dalla sua contrada Bukkuram. Il Marco De Bartoli Contrada Bukkuram Moscato Passito di Pantelleria 2006 (mezza bottiglia 500 ml) è un vino storico: quasi 20 anni di affinamento hanno sviluppato note di dattero caramellato, zafferano, tabacco biondo e cuoio, con un palato denso e lunghissimo. Salvatore Murana è il produttore più radicato nell'isola, con vigne ultracentenarie ancora allevate ad alberello pantesco da viticoltori di famiglia. Il suo Salvatore Murana Passito di Pantelleria Creato 1976 (mezza bottiglia 500 ml) è un documento enologico: quasi mezzo secolo di affinamento in un'unica mezza bottiglia a €269, con un colore ambra mogano intenso e un profumo di caffè, cioccolato fondente, mandorla tostata e terra bagnata vulcanica.
Tua Rita e Solidea: la denominazione vista da fuori e da dentro
Tua Rita è una delle più importanti cantine di Suvereto, in Maremma toscana — celebre per il Syrah Giusto di Notri e il Redigaffi da Merlot. La sua presenza a Pantelleria è sorprendente: il Tua Rita Passito di Pantelleria Sese 2019 (mezza bottiglia 500 ml) dimostra come il terroir pantesco convinca anche produttori esterni all'isola a investire nelle vigne ad alberello. Solidea produce invece due espressioni complementari dello Zibibbo pantesco: il Solidea Passito di Pantelleria 2021 nella versione classica appassita, e il Solidea Moscato di Pantelleria 2022 — la versione da uve fresche (non appassite), più leggera (zucchero residuo 80–100 g/l, alcol 11–12% vol), con aromi più vividi di fiori bianchi e agrumi freschi.
Abbinamenti gastronomici
Il Passito di Pantelleria è il compagno naturale dei dolci siciliani alla mandorla (paste di mandorla, cassata, cannoli con ricotta di pecora), dei formaggi erborinati (Gorgonzola naturale, Roquefort, Stilton) e del foie gras. Le versioni più invecchiate come il De Bartoli 2006 o il Murana 1976 si abbinano magnificamente con cioccolato fondente (cacao 70–85%), noci e frutta secca o si degustano soli come vini da meditazione. Il Moscato di Pantelleria (versione fresca non appassita) è invece più versatile: ideale con pasticceria fresca, macedonia di frutta esotica e come aperitivo su tartare di tonno rosso del Mediterraneo. Per approfondire gli abbinamenti con i vini dolci, consulta la guida Abbinamento Cibo e Vino. Temperatura di servizio: 8–10°C per il Passito, 6–8°C per il Moscato fresco.
FAQ sullo Zibibbo e il Passito di Pantelleria
Zibibbo e Moscato d'Alessandria sono la stessa cosa? Sì. "Zibibbo" è il nome siciliano-arabo della stessa varietà botanica conosciuta scientificamente come Moscato d'Alessandria. Il termine "Zibibbo" deriva dall'arabo zabib (uva passa) e riflette l'antica pratica di appassimento legata alla cultura araba nell'isola. In Spagna la stessa varietà si chiama Moscatel de Alejandría; in Francia Muscat d'Alexandrie.
Qual è la differenza tra Passito di Pantelleria e Moscato di Pantelleria? La differenza è nel processo produttivo. Il Passito di Pantelleria DOC richiede l'appassimento delle uve (minimo 200 g/l di zuccheri potenziali) con residuo zuccherino finale di almeno 100 g/l. Il Moscato di Pantelleria DOC si produce da uve fresche (non appassite), con zuccheri residui tra 60 e 100 g/l e profilo più delicato e floreale. Entrambi appartengono alla denominazione Pantelleria DOC istituita nel 2010.
Quanto invecchia un Passito di Pantelleria? L'alta concentrazione di zuccheri (100–200 g/l), l'alcol elevato (14–15% vol) e la bassa acidità relativa rendono i Passito longevi ma non eterni come i grandi Riesling o Sauternes. I migliori reggono 10–20 anni, sviluppando caratteri terziari di caffè, cioccolato, tabacco e terra. Il Salvatore Murana 1976 in catalogo testimonia che in condizioni ottimali i limiti vengono superati.
L'alberello pantesco è davvero patrimonio UNESCO? Sì. Nel 2014 l'UNESCO ha inserito il paesaggio culturale della vite ad alberello dell'isola di Pantelleria nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità — primo vigneto e prima pratica viticola al mondo a ricevere questo riconoscimento. La motivazione UNESCO cita l'unicità del sistema alberello basso come risposta culturale e agricola alle condizioni ambientali estreme dell'isola.
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