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Castello Romitorio,
Brunello di Montalcino Filo di Seta 2018
Bottiglia 750 ml

Robert Parker
95
James Suckling
95
Vinous Antionio Galloni
94

Caratteristiche

Vitigno

Sangiovese

Anno

2018

Temperatura di servizio

16-18°C

Denominazione

Brunello di Montalcino DOCG

Abbinamenti

Primi piatti con sughi di carne, arrosti di carne rossa, selvaggina leggera, formaggi stagionati ed erborinati, tartufo

Alcool

14.5%

Corpo

Strutturato

Dolcezza

Secco

Intensità aromatica

Media

Sentori

Descrizione vino

Il Brunello di Montalcino Filo di Seta 2018 di Castello Romitorio è un vino rosso elegante e complesso, frutto di un microclima fresco e unico nella zona di Montalcino. Al naso si presenta con note di ciliegia secca, fiori scuri come la peonia, sentori di sottobosco, tartufo e spezie dolci come il chiodo di garofano, arricchite da accenti balsamici e una delicata presenza di caffè e legno. Al palato è potente ma al contempo setoso, con una struttura equilibrata e tannini vellutati, che conferiscono una persistenza lunga e raffinata. Il colore è rosso rubino intenso con riflessi granati tipici dell'invecchiamento. L'annata 2018, caratterizzata da un clima favorevole, esalta la freschezza e l'eleganza di questo Sangiovese, vinificato con cura nel rispetto della tradizione toscana e affinato in legno per sviluppare complessità e profondità.

Castello Romitorio
Avvolto dai silenzi ancestrali delle colline di Montalcino, Castello Romitorio è molto più di una cantina: è un luogo mistico dove arte, vino e paesaggio si fondono in una sinfonia visiva e sensoriale. Fondato nel 1984 dall’artista Sandro Chia, tra i principali esponenti della Transavanguardia italiana, il Castello – un’antica fortezza con origini che risalgono al XIII secolo – è stato restaurato con amore e visione, trasformandosi in un faro di eccellenza per il Brunello di Montalcino. Circondati da boschi secolari e vigneti coltivati tra i 250 e i 500 metri di altitudine, i terreni del Romitorio presentano una straordinaria complessità geologica, con suoli ricchi di argille, galestro e rocce calcaree. Il microclima è unico: le brezze che scendono dal Monte Amiata mitigano le estati calde e permettono una maturazione lenta e bilanciata delle uve, donando ai vini un’impronta profonda e verticale. La filosofia produttiva riflette la sensibilità artistica del fondatore: il lavoro nei vigneti è meticoloso, ispirato alla sostenibilità e all’armonia con la natura. Le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, e i lunghi affinamenti in legni nobili esaltano l’identità autentica di ogni annata. La cura quasi pittorica nella selezione e nell’assemblaggio è guidata oggi da Filippo Chia, che ha raccolto il testimone del padre con uno sguardo contemporaneo e internazionale.
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