Migliori vini da aperitivo per tutto l'anno

Parlare di migliori vini da aperitivo significa lavorare su freschezza, bevibilità, identità territoriale, senza scivolare nella banalità del “vino facile”. L’aperitivo è il momento in cui il vino deve stuzzicare il palato, accendere l’appetito. La domanda “qual è il vino migliore per l’aperitivo?” sembra banale, ma per un pubblico di appassionati la risposta non è mai una sola. Conta meno il colore e molto di più la struttura.
Un vino da aperitivo, che sia bianco, rosso o vino spumante, deve essere prima di tutto fresco, morbido e capace di lasciare la bocca pulita. L’acidità è la chiave: senza una buona tensione acida, l’aperitivo si appesantisce e il vino smette di essere un invito al sorso successivo.
Altro punto è l’alcol: non è il numero in etichetta a fare la differenza, ma la sua integrazione nel sorso. Il profilo aromatico, poi, deve essere nitido: agrumi, fiori, frutto croccante, piccoli frutti rossi, erbe fini. Infine, il tannino. Nel vino rosso da aperitivo è l’elemento più delicato: deve esserci, ma un tannino troppo marcato, soprattutto all’inizio di una serata, asciuga la bocca e complica gli abbinamenti con le portate successive.
Meglio vino bianco o vino rosso da aperitivo?
I grandi classici sono vini bianchi fermi e bollicine da aperitivo, ed è comprensibile: con crudi e insalate di mare funziona in modo naturale. Tuttavia, ridurre l’aperitivo ai soli bianchi sarebbe un impoverimento. In molti contesti il vino rosso da aperitivo è una scelta più coerente, soprattutto quando il cibo guarda alla terra: salumi, formaggi, focacce, torte salate.

Vini bianchi da aperitivo in famiglia
Il vino bianco da aperitivo ideale è quello che unisce facilità di beva e profondità. Deve essere immediato, ma non banale; territoriale, ma leggibile anche da chi non è un tecnico.
Sylvain Pataille Aligoté Bourgogne “La Charme aux Prêtres” 2021
L’Aligoté Bourgogne “La Charme aux Prêtres” 2021 di Sylvain Pataille è il bianco da aperitivo per chi ama la Borgogna più rigorosa. L’Aligoté, vitigno spesso relegato a ruoli minori, qui diventa protagonista. Questo vino francese si presenta agrumato, con una mineralità netta che attraversa il sorso dal primo all’ultimo millimetro. Il naso gioca su note di limone, fiori bianchi, erbe fini; la bocca è asciutta, lineare, con un finale lungo e salino. All’aperitivo dialoga alla perfezione con crudi di mare come tartare di pesce o finger food vegetariani.
Donnafugata Catarratto Prio 2023
All’altro polo, il Catarratto Prio 2023 di Donnafugata mette in scena un’idea di bianco da aperitivo profondamente mediterranea. Il profilo è luminoso: agrumi gialli, cenni tropicali discreti, fiori bianchi, macchia mediterranea. Il sorso è fresco, sapido, scorrevole, con una chiusura agrumata che invita a un nuovo assaggio. Questo vino siciliano funziona con pinzimoni e verdure croccanti, insalate di mare, tartine mediterranee, ma può reggere bene anche piatti di cucina etnica leggera, dal mediorientale al fusion contemporaneo.
Vini rossi per l'aperitivo con gli amici
Parlare di vino rosso da aperitivo significa accettare che il rosso, in quel contesto, sia un vino rosso leggero con una minore presenza di tannini. Niente macerazioni pesanti, niente legni marcati, niente alcol in primo piano. Il rosso dell’aperitivo è fatto di frutto croccante, tannino fine, temperatura di servizio più bassa del solito.
Yvon Métras Beaujolais 2023
Il Beaujolais 2023 di Yvon Métras è uno degli esempi più interessanti di come il Gamay possa interpretare l’aperitivo. Il colore è rubino brillante, il naso è tutto ciliegia, lampone, violetta, con piccole sfumature speziate tipiche dei migliori Beaujolais di ispirazione artigianale. In bocca il vino è succoso, vibrante, con un tannino sottilissimo e una bevibilità disarmante. All’aperitivo è un compagno naturale di salumi poco stagionati, pizze al trancio, fritti di verdure o crocchette. È un vino naturale, che però resta leggibile anche per chi non è abituato a questa filosofia.
Walter Lodali Dolcetto d’Alba 2023
Il Dolcetto d’Alba 2023 di Walter Lodali porta invece in scena la tradizione piemontese. Il frutto è pieno, su ciliegia e prugna, accompagnato da accenni di mandorla e violetta; il tannino è presente ma morbido, e il finale leggermente amarognolo dona al sorso una forte vocazione gastronomica. Nel contesto dell’aperitivo funziona alla perfezione con taglieri di salumi, formaggi di media stagionatura, torte salate, flan di verdure. È il vino giusto quando l’aperitivo si avvicina alla merenda sinoira: più sostanza nel piatto, più struttura nel calice, ma sempre con la freschezza necessaria per non stancare il palato.

Champagne per l'aperitivo con palati raffinati
Champagne e bollicine, all’aperitivo, hanno un ruolo che va oltre il semplice abbinamento. Sono un gesto, un segnale: indicano che quella non è una sera qualunque. Per un pubblico di esperti, lo Champagne non è “la bollicina” generica, ma un territorio, uno stile, un modo di intendere il tempo e l’affinamento.
Pol Roger Réserve Brut
Pol Roger è una delle maison di Champagne più conosciute e si epsrime in maniera brillante in questo Réserve Brut metodo classico. Assemblaggio classico di Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay, si presenta con un quadro aromatico che unisce frutta matura, agrumi, fiori, pan brioche e cenni di pasticceria. Il perlage è fine, la bocca cremosa ma sostenuta da una freschezza precisa, la chiusura secca e salina. Come bollicina da aperitivo è estremamente versatile: può accompagnare finger food di pesce, crostini al burro e acciughe e mini quiche, ma può anche semplicemente essere versato da solo.
Joseph Perrier Cuvée Royale Rosé Brut
La Cuvée Royale Rosé Brut di Joseph Perrier sposta l’attenzione sul mondo degli Champagne rosé. Il colore è rosa brillante, il naso gioca su piccoli frutti rossi, agrumi, fiori, con leggere note di pasticceria. Al palato questo vino rosato è elegante, con una bollicina fine e una chiusura di grande pulizia. All’aperitivo è la bottiglia che si sceglie quando in tavola compaiono salmone, gamberi, tonno, carpacci di pesce.
Come servire i vini da aperitivo
La scelta delle bottiglie è solo metà del lavoro. Un vino da aperitivo servito alla temperatura sbagliata o in un calice inadeguato perde parte del suo potenziale. Per Champagne e bollicine la finestra ideale è tra i 6 e gli 8 °C: abbastanza freddi da valorizzare freschezza e finezza del perlage, non così gelati da anestetizzare il naso. I bianchi da aperitivo danno il meglio tra 8 e 10 °C, mentre i rossi leggeri rendono di più quando escono a 14–16 °C, quindi leggermente rinfrescati rispetto alla “temperatura ambiente” classica.
Vini da Aperitivo