
Ciacci Piccolomini d'Aragona,Brunello di Montalcino Pianrosso 2003Bottiglia 750 ml
Caratteristiche
Vitigno
Sangiovese Grosso
Anno
2003
Temperatura di servizio
16-18°C
Denominazione
Brunello di Montalcino DOCG
Abbinamenti
carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, brasati
Alcool
14%
Corpo
Strutturato
Dolcezza
Secco
Intensità aromatica
Media
Sentori
Descrizione vino
Il Brunello di Montalcino Pianrosso 2003 di Ciacci Piccolomini d'Aragona è un rosso iconico, espressione pura del Sangiovese Grosso dal vigneto omonimo. Alla vista si presenta con un colore rubino intenso, tendente al granato con l'evoluzione. Al naso offre un bouquet complesso e affascinante: note di frutta matura a bacca rossa come ciliegia e prugna, intrecciate a sentori floreali di violetta e spezie orientali, con accenni eterei di cola, menta e vaniglia. In bocca è pieno, caldo, strutturato, con tannini eleganti e vellutati, persistenza armoniosa e un finale lunghissimo. Annata leggendaria, matura con grazia regale, ideale per meditazione o abbinamenti con selvaggina e formaggi stagionati.
Produttore
Ciacci Piccolomini d'Aragona
Immersa tra le colline ondulate di Castelnuovo dell’Abate, nel versante sud-orientale di Montalcino, la tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona è una delle realtà più nobili e affascinanti del panorama toscano. La sua storia affonda le radici nel XVII secolo, quando la proprietà apparteneva alla nobile famiglia Piccolomini, di cui faceva parte anche Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II. Ma è nel 1985, con l’eredità lasciata a Giuseppe Bianchini, storico fattore della tenuta, che la cantina inizia il suo nuovo corso, unendo all’aura aristocratica un’anima profondamente contadina e autentica. Il cuore pulsante della tenuta è il seicentesco Palazzo Ciacci Piccolomini, un gioiello architettonico che domina un paesaggio mozzafiato, dove i vigneti si alternano a boschi e oliveti in un equilibrio perfetto tra uomo e natura. I suoli ricchi di galestro e alberese, insieme al microclima caldo e asciutto, ma mitigato dalle correnti che risalgono dal fiume Orcia, creano condizioni ideali per la coltivazione del Sangiovese Grosso, qui elevato a espressione monumentale. L’approccio agronomico è improntato alla sostenibilità e al rispetto del ciclo naturale della vite, con interventi minimi e una gestione attenta e responsabile del territorio. In cantina si unisce tradizione e innovazione: botti grandi di rovere di Slavonia, fermentazioni spontanee, e un uso misurato della tecnologia per garantire precisione e pulizia senza snaturare l’anima del vino. Le bottiglie firmate Ciacci Piccolomini d'Aragona sono il riflesso di una bellezza nobile e misurata, simboli di un'eccellenza radicata nel tempo e nell’identità. Il loro fascino non è solo gustativo, ma anche culturale e paesaggistico, in grado di raccontare, con eleganza e profondità, la storia di Montalcino e della sua aristocrazia agricola.

