
Fedellos do Couto,Bastarda 2018Bottiglia 750 ml
Caratteristiche
Vitigno
Merenzao
Anno
2018
Temperatura di servizio
16-18°C
Denominazione
Ribeira Sacra DO
Abbinamenti
carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, brasati
Alcool
12%
Descrizione vino
Prodotto nella regione della Ribeira Sacra, in Galizia, Spagna, il Bastarda 2018 di Fedellos do Couto è ottenuto da uve Merenzao, conosciute localmente come Bastarda e internazionalmente come Trousseau. Le viti sono coltivate su pendii scoscesi lungo i fiumi Sil e Bibei, su suoli di granito e scisto. La vinificazione prevede una macerazione delicata di circa 60 giorni con grappoli interi, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e affinamento di sette mesi in botti di rovere francese usate da 300 e 500 litri. Al naso offre aromi floreali e fruttati, con note di frutti rossi e spezie. Al palato è delicato, etereo, con una freschezza vibrante e una persistenza notevole.
Produttore
Fedellos do Couto
Nel cuore della Galicia più selvaggia, dove il fiume Sil scolpisce profondi canyon tra i pendii vertiginosi della Ribeira Sacra, nasce il progetto visionario di Fedellos do Couto. Fondato nel 2011 da Jesús Olivares e Luis Taboada (poi affiancati da Curro Barreo), questo collettivo di giovani vignaioli ha saputo interpretare il territorio in modo rivoluzionario e poetico, riscoprendo varietà autoctone dimenticate e metodi ancestrali. Il nome “Fedellos” – che in dialetto galiziano significa “monelli” – riflette lo spirito libero e anticonvenzionale di una cantina che, pur nel massimo rispetto della tradizione, ha scelto di rompere gli schemi per dare voce a un’identità nuova e vibrante. Le vigne, coltivate in regime biologico su terrazze antiche di oltre 60 anni, si arrampicano su suoli granitici e scistosi tra i 400 e i 700 metri di altitudine, dove il microclima atlantico – umido, fresco e ventilato – garantisce acidità naturale e una finezza aromatica rara. Il lavoro in vigna è maniacale, condotto a mano su terreni impervi, mentre in cantina prevalgono fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, affinamenti in vecchi legni e interventi minimi, per preservare l’autenticità assoluta del frutto. I loro vini, puri e vibranti, hanno conquistato rapidamente la scena internazionale per la loro eleganza essenziale, quasi fragile, e per la capacità di raccontare il paesaggio in modo intimo e sincero.

