
Fabrice Dodane - Domaine de Saint Pierre,Savagnin Arbois Autrement 2020Bottiglia 750 ml
Caratteristiche
Vitigno
Savagnin
Anno
2020
Temperatura di servizio
12-14°C
Denominazione
Arbois AOC
Abbinamenti
pesce, crostacei, verdure grigliate, primi piatti
Alcool
14%
Corpo
Medio
Dolcezza
Secco
Intensità aromatica
Media
Sentori
Descrizione vino
Il Savagnin Arbois Autrement 2020 di Fabrice Dodane è un bianco secco di grande eleganza, espressione autentica del terroir jurassiano. In vista presenta un luminoso giallo dorato. Al naso rivela complesse note di agrumi, pesca e litchi, arricchite da delicate sfumature floreali e tocchi speziati. In bocca l'attacco è vivo e secco, con una bella tensione minerale caratteristica delle marne grigie di Arbois. La struttura è densa e soyeuse, con una finale saline e persistente che rimanda alle note di frutta a polpa bianca e minerali. Un vino complesso e raffinato, perfetto espressione della singolarità del Savagnin.
Produttore
Domaine de Saint-Pierre
Immerso nella parte più incontaminata del Jura, nella quieta e suggestiva località di Mathenay, il Domaine de Saint Pierre è il frutto dell’intuizione di Fabrice Dodane, enologo di rara sensibilità e profondamente legato all’anima del suo territorio. Dopo aver lavorato per anni come consulente e tecnico di cantina, Fabrice prende in mano il domaine nei primi anni Duemila, trasformandolo in un laboratorio di purezza e autenticità. I suoi vigneti, sparsi su suoli ricchi di marne blu, argille e calcare, si estendono tra Arbois e Pupillin, in una delle aree più vocate della regione. Il microclima giurassiano, caratterizzato da inverni rigidi, estati fresche e forti escursioni termiche, permette una maturazione lenta e perfetta delle uve, mantenendo intatta l’espressione minerale e la tensione naturale dei vini. La filosofia di Dodane è radicalmente naturale: nessun intervento chimico in vigna, pratiche biodinamiche non certificate ma rigorosamente applicate, vendemmie manuali e un lavoro in cantina quasi ascetico, dove le fermentazioni avvengono spontaneamente e l’affinamento è affidato a botti vecchie che rispettano il ritmo del vino. Le sue etichette, spesso minimali, sono riflessi di un pensiero profondo e di una visione estetica che trascende la tecnica per farsi pura emozione.

