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Ciacci Piccolomini d'Aragona,
Brunello di Montalcino Pianrosso 1997
Bottiglia 750 ml

Caratteristiche

Vitigno

Sangiovese Grosso

Anno

1997

Temperatura di servizio

16-18°C

Denominazione

Brunello di Montalcino DOCG

Abbinamenti

carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, brasati

Alcool

13.5%

Corpo

Strutturato

Dolcezza

Secco

Intensità aromatica

Media

Sentori

Descrizione vino

Il Brunello di Montalcino Pianrosso 1997 di Ciacci Piccolomini d'Aragona è un'icona del Sangiovese toscano, nato da vigne sulle colline di Montalcino. Alla vista si presenta con un rosso rubino intenso tendente al granato, segno di nobile evoluzione. L'olfatto è un'esplosione intensa e complessa: note di frutta matura a bacca rossa come ciliegia e prugna si fondono con speziature intriganti di pepe e chiodi di garofano, sfumature affumicate e accenni eterei che ne rivelano la maturità. Al palato è caldo, armonico e strutturato, con tannini potenti e vellutati, avvolgenti in un equilibrio perfetto tra freschezza e potenza. Lungo finale persistente, ideale per meditazione o abbinamenti con selvaggina e formaggi stagionati. Un millesimato leggendario per collezionisti.

Ciacci Piccolomini d'Aragona
Immersa tra le colline ondulate di Castelnuovo dell’Abate, nel versante sud-orientale di Montalcino, la tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona è una delle realtà più nobili e affascinanti del panorama toscano. La sua storia affonda le radici nel XVII secolo, quando la proprietà apparteneva alla nobile famiglia Piccolomini, di cui faceva parte anche Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II. Ma è nel 1985, con l’eredità lasciata a Giuseppe Bianchini, storico fattore della tenuta, che la cantina inizia il suo nuovo corso, unendo all’aura aristocratica un’anima profondamente contadina e autentica. Il cuore pulsante della tenuta è il seicentesco Palazzo Ciacci Piccolomini, un gioiello architettonico che domina un paesaggio mozzafiato, dove i vigneti si alternano a boschi e oliveti in un equilibrio perfetto tra uomo e natura. I suoli ricchi di galestro e alberese, insieme al microclima caldo e asciutto, ma mitigato dalle correnti che risalgono dal fiume Orcia, creano condizioni ideali per la coltivazione del Sangiovese Grosso, qui elevato a espressione monumentale. L’approccio agronomico è improntato alla sostenibilità e al rispetto del ciclo naturale della vite, con interventi minimi e una gestione attenta e responsabile del territorio. In cantina si unisce tradizione e innovazione: botti grandi di rovere di Slavonia, fermentazioni spontanee, e un uso misurato della tecnologia per garantire precisione e pulizia senza snaturare l’anima del vino. Le bottiglie firmate Ciacci Piccolomini d'Aragona sono il riflesso di una bellezza nobile e misurata, simboli di un'eccellenza radicata nel tempo e nell’identità. Il loro fascino non è solo gustativo, ma anche culturale e paesaggistico, in grado di raccontare, con eleganza e profondità, la storia di Montalcino e della sua aristocrazia agricola.
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