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Castello Romitorio,
Brunello di Montalcino Filo di Seta 2017
Bottiglia 750 ml

Robert Parker
95
James Suckling
95
Wine Spectator
93

Caratteristiche

Vitigno

Sangiovese Grosso

Anno

2017

Temperatura di servizio

16-18°C

Denominazione

Brunello di Montalcino DOCG

Abbinamenti

Primi piatti con sughi di carne, arrosti di carne rossa, selvaggina leggera, formaggi stagionati ed erborinati, tartufo

Alcool

14%

Corpo

Strutturato

Dolcezza

Secco

Intensità aromatica

Media

Sentori

Descrizione vino

Il Brunello di Montalcino Filo di Seta 2017 di Castello Romitorio si presenta con un colore rosso rubino intenso, tipico del Sangiovese Grosso. Al naso si apre con profumi complessi che spaziano dal fruttato di ciliegia matura a delicate note speziate e sentori di tartufo bianco, arricchiti da sfumature minerali e leggere note di tabacco. Al palato è strutturato e vellutato, con tannini distesi e una buona freschezza che conferisce equilibrio e persistenza. L'annata 2017 è caratterizzata da condizioni climatiche favorevoli che hanno permesso una maturazione ottimale delle uve, esaltando la finezza e l'eleganza tipiche della denominazione. Il vino si presta bene ad un invecchiamento prolungato, mantenendo una grande armonia tra corpo e aromaticità.

Castello Romitorio
Avvolto dai silenzi ancestrali delle colline di Montalcino, Castello Romitorio è molto più di una cantina: è un luogo mistico dove arte, vino e paesaggio si fondono in una sinfonia visiva e sensoriale. Fondato nel 1984 dall’artista Sandro Chia, tra i principali esponenti della Transavanguardia italiana, il Castello – un’antica fortezza con origini che risalgono al XIII secolo – è stato restaurato con amore e visione, trasformandosi in un faro di eccellenza per il Brunello di Montalcino. Circondati da boschi secolari e vigneti coltivati tra i 250 e i 500 metri di altitudine, i terreni del Romitorio presentano una straordinaria complessità geologica, con suoli ricchi di argille, galestro e rocce calcaree. Il microclima è unico: le brezze che scendono dal Monte Amiata mitigano le estati calde e permettono una maturazione lenta e bilanciata delle uve, donando ai vini un’impronta profonda e verticale. La filosofia produttiva riflette la sensibilità artistica del fondatore: il lavoro nei vigneti è meticoloso, ispirato alla sostenibilità e all’armonia con la natura. Le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, e i lunghi affinamenti in legni nobili esaltano l’identità autentica di ogni annata. La cura quasi pittorica nella selezione e nell’assemblaggio è guidata oggi da Filippo Chia, che ha raccolto il testimone del padre con uno sguardo contemporaneo e internazionale.
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