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Castello Romitorio,Brunello di Montalcino Filo di Seta 2016Imperiale 5000 ml

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Caratteristiche
Vitigno
Sangiovese
Anno
2016
Temperatura di servizio
16-18°C
Denominazione
Brunello di Montalcino DOCG
Abbinamenti
Primi piatti con sughi ricchi, selvaggina in umido, brasati, formaggi stagionati ed erborinati, tartufo
Alcool
14.5%
Corpo
Strutturato
Dolcezza
Secco
Intensità aromatica
Media
Sentori
Descrizione vino
Il Brunello di Montalcino 'Filo di Seta' del Castello Romitorio è un vino di grande distinzione, prodotto con uve Sangiovese 100%. Questo vino si presenta con un colore rubino intenso, profumi di frutta rossa matura, foresta e note floreali. Al palato è potente e complesso, con tannini eleganti e una lunga persistenza. È un vino che riflette la qualità dell'annata 2016, con un equilibrio perfetto tra frutta nera, spezie e mineralità. Ideale per accompagnare carni rosse e formaggi stagionati.
Produttore
Castello Romitorio
Avvolto dai silenzi ancestrali delle colline di Montalcino, Castello Romitorio è molto più di una cantina: è un luogo mistico dove arte, vino e paesaggio si fondono in una sinfonia visiva e sensoriale. Fondato nel 1984 dall’artista Sandro Chia, tra i principali esponenti della Transavanguardia italiana, il Castello – un’antica fortezza con origini che risalgono al XIII secolo – è stato restaurato con amore e visione, trasformandosi in un faro di eccellenza per il Brunello di Montalcino. Circondati da boschi secolari e vigneti coltivati tra i 250 e i 500 metri di altitudine, i terreni del Romitorio presentano una straordinaria complessità geologica, con suoli ricchi di argille, galestro e rocce calcaree. Il microclima è unico: le brezze che scendono dal Monte Amiata mitigano le estati calde e permettono una maturazione lenta e bilanciata delle uve, donando ai vini un’impronta profonda e verticale. La filosofia produttiva riflette la sensibilità artistica del fondatore: il lavoro nei vigneti è meticoloso, ispirato alla sostenibilità e all’armonia con la natura. Le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, e i lunghi affinamenti in legni nobili esaltano l’identità autentica di ogni annata. La cura quasi pittorica nella selezione e nell’assemblaggio è guidata oggi da Filippo Chia, che ha raccolto il testimone del padre con uno sguardo contemporaneo e internazionale.

