Cantina Nals Margreid: vini alpini tra quota e terroir

Radici della cantina e visione del vino
Tra Nalles e Magrè, lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige, Nals Margreid nasce dall’unione della cantina di Nalles (1932) con quella di Magrè (1985). Oggi 138 famiglie coltivano circa 160 ettari distribuiti in 14 aree: un progetto cooperativo moderno, dove la regia enologica lavora per esprimere con trasparenza le singole origini. La tradizione locale è la bussola; lo stile punta a vini alpini, nitidi, longevi.

Vitigni di alta quota e stile in cantina
Il mosaico di vigne corre da Nalles fino a Magrè, con altitudini che, a seconda delle parcelle, arrivano a quote elevate e incrociano suoli diversissimi: porfidi, calcari, ghiaie moreniche. È qui che nascono i cru di casa come Sirmian per il Pinot Bianco, Punggl per il Pinot Grigio, Mantele per il Sauvignon, ciascuno con un profilo preciso di luce, escursioni termiche e ventilazione.
In cantina, la regola è semplice: acciaio per preservare fragranza e dettaglio, botti grandi o legni non invasivi quando serve struttura; soste sui lieviti per aggiungere profondità senza perdere tensione. L'obiettivo è un vino dalla pulizia aromatica, con trame fini e finali sapidi.
Conoscere Nals Margreid in tre soste
Si parte dall’energia verde del Sauvignon “Stein” 2023: profilo di pompelmo e sambuco, succo teso, chiusura lunga. È la fotografia della linea alpina della cantina, dove la caratteristica dei vini di Nalles è la freschezza.
Poi il passo si fa più cristallino con Riesling “Pitzon” 2020: agrumi maturi, erbe fini, un centro bocca vibrante e una scia minerale da suoli morenici a quota circa 450 m. È la dimostrazione che l’Alto Adige sa coniugare rigore e delicatezza. Chiude il racconto la voce scura del territorio: Lagrein “Sand” 2022. Frutto di bosco, lieve grafite, tannino setoso: un rosso di immediatezza e carattere che conserva freschezza altoatesina. È l’equilibrio tra materia e agilità che rende riconoscibile la mano della cantina anche nei rossi.Dalla stessa cantina